La figura del mobility manager sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nel contesto della mobilità sostenibile aziendale. In un’epoca in cui le aziende sono sempre più consapevoli della necessità di ridurre il proprio impatto ambientale e migliorare la qualità della vita dei propri dipendenti, il mobility manager diventa un punto di riferimento indispensabile.
Il mobility manager è quindi essenziale per le aziende che vogliono impegnarsi in un percorso di sostenibilità e responsabilità sociale. Le normative governative e comunitarie supportano e incentivano l’adozione di questa figura, evidenziando l’importanza di una mobilità più sostenibile. Attraverso una pianificazione attenta e l’implementazione di soluzioni innovative, il mobility manager può contribuire significativamente a ridurre l’impatto ambientale dei trasporti aziendali e migliorare la qualità della vita dei dipendenti.
Ma chi è il Mobility Manager?
Il mobility manager è un professionista incaricato di pianificare e gestire gli spostamenti dei dipendenti di un’azienda, con l’obiettivo di ridurre l’uso dell’auto privata e promuovere soluzioni di trasporto sostenibili come il bike sharing, il carpooling, i mezzi pubblici e le navette aziendali. Questo ruolo richiede competenze in pianificazione dei trasporti, gestione ambientale e conoscenza delle normative vigenti.
Disposizioni governative e comunitarie
Normativa Italiana
Il mobility manager compare per la prima volta in Italia nel Decreto Ministeriale del 27 marzo 1998, intitolato “Mobilità sostenibile nelle aree urbane”, a seguito degli accordi di Kyoto sui cambiamenti climatici. Conosciuto inizialmente come “responsabile della mobilità aziendale”, è stato il Decreto Rilancio (Decreto-Legge n. 34 del 19 maggio 2020) a introdurre formalmente la figura del mobility manager, mentre il Decreto Ministeriale del 12 maggio 2021 ne ha regolamentato funzioni e requisiti.
Secondo il Decreto del 12 maggio 2021, il mobility manager si suddivide in due categorie: aziendale e d’area.
- Mobility Manager Aziendale: specializzato nel governo della domanda di mobilità e nella promozione della mobilità sostenibile per gli spostamenti casa-lavoro del personale dipendente.
- Mobility Manager d’area: di supporto al comune territorialmente competente nella definizione e implementazione di politiche di mobilità sostenibile e nel coordinamento tra i mobility manager aziendali.
Obbligo di nomina
La normativa stabilisce che aziende e pubbliche amministrazioni con più di 100 dipendenti, situate in un capoluogo di regione, città metropolitana, capoluogo di provincia o in un comune con più di 50.000 abitanti, sono tenute a nominare un mobility manager. Il calcolo dei 100 dipendenti include anche coloro che operano stabilmente presso l’unità locale tramite contratti di appalto, distacco o comando.
In precedenza, il Decreto del 1998 stabiliva soglie minime più elevate: 300 dipendenti per le aziende e 800 per le pubbliche amministrazioni. L’aggiornamento del 2021 ha quindi ampliato il numero di realtà soggette all’obbligo di nomina del mobility manager.

Compiti e responsabilità del Mobility Manager aziendale
Il mobility manager aziendale supporta le attività di pianificazione, programmazione, gestione e promozione di soluzioni di mobilità sostenibile. Un aspetto fondamentale del suo lavoro è l’elaborazione del Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro (PSCL), che le aziende sono tenute ad adottare entro il 31 dicembre di ogni anno.
Cosa fa un Mobility Manager aziendale
- Analisi dei bisogni di mobilità: valuta le abitudini di spostamento dei dipendenti e identifica le opportunità per migliorare l’efficienza dei trasporti.
- Pianificazione della mobilità: sviluppa piani di mobilità aziendale che promuovono l’uso di trasporti sostenibili.
- Incentivazione dell’uso di mezzi sostenibili: implementa programmi di bike sharing, carpooling e utilizzo di mezzi pubblici.
- Gestione delle infrastrutture: coordina l’installazione di ciclostazioni, punti di ricarica per e-bike e altre infrastrutture necessarie.
- Sensibilizzazione e Formazione: Organizza campagne informative e corsi di formazione per i dipendenti sulla mobilità sostenibile.
Cos’è il Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro (PSCL)
Il PSCL ha come obiettivo quello di ridurre il traffico dei veicoli privati dovuto ad aziende o pubbliche amministrazioni con molti dipendenti. Nel PSCL vengono identificate misure per orientare i lavoratori verso forme di mobilità sostenibile alternative, valutando i vantaggi per i dipendenti (tempi di spostamento, costi e comfort), per l’impresa o PA (aspetti economici e di produttività) e per la collettività (ambientale, sociale ed economico).
Il PSCL deve includere:
- Parte introduttiva: descrizione del contesto aziendale e degli obiettivi del piano.
- Parte informativa e di analisi: Analisi delle condizioni strutturali dell’azienda, dell’offerta di trasporto e degli spostamenti casa-lavoro.
- Parte progettuale: misure da implementare, benefici attesi e programma di implementazione.
- Programma di monitoraggio: modalità di verifica dell’efficacia delle misure adottate.
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